
- Attaccati!- la voce della piccola Giulia di tre anni e mezzo si leva nel fragore che sa di ferro delle Linea2 di Milano.
- Attaccati! Attaccati!- incita aggrappata al palo di fronte alla porta di entrata. Mattia è a pochi centimetri da lei ma si attarda a legarsi a quel palo che denuncerebbe il suo bisogno di sostegno. È un duro lui. È un maschio di cinque anni e deve dimostrare. Ce l’ha nel DNA. È così, e basta. La Metro riparte con quel vuoto pneumatico che ti fa perdere l’equilibrio, prima di stabilizzarsi. Ma Matteo è ancora lì, le gambe divaricate. Tutto concentrato a tenere duro. A dimostrare. – Attaccati Mattia! Attaccati! Attaccati!- La piccola voce di Giulia è tra l’ammirato e lo spaventato. Teme per il fratellino ma è anche curiosa. Lo mette alla prova – Attaccati!- Ultimo appello e i suo riccioli biondi si scuotono morbidi intorno a due occhi colmi di stupore del mondo. – Dai Mattia attaccati- interviene la mamma senza guardare nulla. Controllando senza controllo. Lo sguardo e le dita scorrono velocemente sulla tastiera del cellulare. È una mamma moderna. I suoi cuccioli sanno tutto, sono indipendenti. Se la cavano da soli.
Ma ormai la metro è partita e Mattia può anche rilassarsi. Lentamente si avvicina al palo d’acciaio che brilla invitante e vi appoggia la manina, ma senza premere. Giulia lo osserva dal basso. È il suo eroe, il maschio della sua vita, il secondo dopo papà. Ed è proprio papà che Mattia vuole eguagliare, ma ancora non lo sa. È troppo piccolo, troppo puro.
La Metro si ferma e mamma e pulcini si avvicinano alla porta scorrevole. Mamma esce decisa, sempre le dita che scorrono sullo schermo luminoso nelle luci artificiali. Mattia è già quasi sul “quai”, Giulia a pochi centimetri da lui. Deve uscire. Deve saltare il piccolo spazio tra carrozza e “quai”. Si ferma. C’è un vuoto. Là sotto si intravedono i binari neri, il buio. Lo fissa sgomenta, incapace di muoversi, affascinata dal terrore che le incute. Mattia si volta e vede tutto, sente tutto, il terrore di Giulia, l’indecisione, il bisogno d’aiuto incapace di prender voce. Le tende la mano, ancora piccola. Una manina d’amore. La prende per mano e le fa fare il saltino.- Visto.- sussurra trionfate. Lei gli si mette al fianco. Lo sguardo adorante. Infila la mano in quella poco più grande. Lui sembrava non aspettare altro. Gli trotterella al fianco. Il suo eroe la difenderà sempre. Per tutta la vita. E lo segue con cieca fiducia, col cuore aperto da un infinito amore.
by Fosca
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